Ieri ho sentito la montagna cantare. Migliaia di pietre, scaglie di preistoria, sottili come lame, tintinnavano come tutte le monete di un prezioso salvadanaio. Il passo leggero e silenzioso del mio cane faceva cantare la roccia come fosse uno strumento. Le mie scarpe aggiungevano il ritmo, e un battito piu` profondo. Il vento fischiava il suo accompagnamento. Ma la melodia era una.
A volte basta un soffio, e ti accorgi che invece che su terreno solido, stavi camminando su un filo sottile sospeso chissà dove, e precipiti. Poi bisogna risalire.
E nell'incertezza, la presenza là fuori di qualcosa che è là da millenni e che non si cura di te e dei tuoi piccoli e insignificanti problemi, ma di cui tuttavia fai in qualche modo parte, è un conforto oltre ogni immaginazione.