Un finesettimana epico
L’Ombromanto imbizzarrito non voleva tuttavia percorrere
quella via della perdizione: svolto` a destra, non a sinistra, cosi` con uno
stridio di briglie fu necessario ridurlo alla ragione.
Misteriosi sono i segnali che conducono a Rithgard. Masi alti e masi bassi,
strani nomi perduti (elfici e naneschi), un nuovo Smial in costruzione, infine
un maniero diroccato per meta` e, finalmente, eccolo! RIITHGARDD!!!
Una forza maligna tuttavia ci sospinse ancora avanti, fino ad una radura
solitaria, denominata dall’antico nanesco “Park-eeggioh”, perche` mancava la
cosa piu` importante: l’incantesimo! Nessuno riusciva a ricordarlo, e passammo
lunghi momenti di silenzio, senza speranze. Finche` Capelli-di-fuoco non disse:
“Ho trovato. La via della saggezza mi ha illuminato ed ora SO.”. L’incantesimo
recitava “Auguh-rii mul tikkolre” e venne impresso nei magici caratteri Elfici
su un biglietto da consegnare per poter attraversare senza pericoli il Ponte
Lavatoio e le Scale Senza Ringhiera.
Cosi` giungemmo a Rithgard. Le porte vennero spalancate, e dall’interno della sala giunse una musica celestiale… Gli Elfi ballavano. Non potemmo fare altro che iniziare a danzare anche noi, nonostante la goffaggine della nostra multiforme compagnia. La nostra volonta` non contava ormai, il Salterello non perdona. Fortunatamente poco dopo i Cuochi presero il sopravvento, cacciarono fuori tutti e iniziarono a preparare il Banchetto.
Il pericolo tuttavia era in agguato. Un urlo straziante giuse dalle cucine: “Agoniiiiiiiaaaaaaaaaaa!!!”. Era fatta. Niente avrebbe potuto salvare la cena! Poveri, piccoli Hobbit affamati. Agonia avrebbe mangiato tutto… Agonia era insaziabile. Solo Rituman avrebbe potuto scacciare l’Essere Peloso, fornendole una pozione magica che l’avrebbe pietrificata fino al prossimo pasto. Non perse tempo: estrasse la Ciotola di Polistirolo, e, mormorando alcune dolci parole la offri` alla Creatura. Cosi` la Cena era salva, e i Riti si sarebbero potuti compiere!
Frattanto in cucina il lavoro era ripreso febbrile, e, alla fine, la tavola fu imbandita di ogni immaginabile cibaria: cosciotto, pane appena sfornato, vino e birra scorrevano a fiumi, e le Magiche Fortaie, di cui ormai nessuno conosce la Ricetta. Niente al mondo le puo` eguagliare. Cosi` ad ognuno venne assegnato il posto, ed ognuno mangio` e bevve a sazieta`.
Quando la cena termino` venne l’ora delle gare di intelligenza. Colei-che-segue-le-luci era in squadra con l’Inutile-pietra-veggente, La Vigilia era con Capelli-di-fuoco e Rituman sorreggeva moralmente il Pignuz. La battaglia fu feroce, non mancarono i colpi (di scena e in testa), e alla fine vinse qualcuno, ma il suo nome non ci e` tramandato dalle Cronache.
Cosi` si giunse al Magico Momento del Rito. Le luci vennero spente, una moltitudine di fuocherelli si accese in mezzo ad un disco d’oro. Rituman soffio`, e, magia!, il disco si trasformo` in una meravigliosa torta al cioccolato. Il Passaggio degli Anni di Rituman era completato. La festa riprese piu` allegra di prima, e, dopo che tutti fecero fuori una buona parte della Torta-che-non-finisce-mai, i giochi ripresero.
La notte giunse inaspettata. Il Balcerv, deluso, fuggi` nel bosco, aspettando una migliore occasione per fare i conti con Rituman e gli altri. Dopo qualche innocua rissa per l’ordine di accesso alla Fonte della Giovinezza, che era sempre ocupata, e dopo aver portato due lettini dimagranti per i piccoli hobbit, ognuno si immerse in un profondo sonno ristoratore.
Al canto del gallo (un gallo un po’ sbronzo per la verita`, cioe` non prima della terza ora) alla Compagnia venne affidata una Missione, da parte del Pignuz: andare nell’Oscura Foresta alla ricerca di un Tesoro filmabile. Percorsero valli, monti, radure, perdettero sentieri e li ritrovarono, videro cose mai viste (come una cucina dei troll e un cingolato goblin), finche`, sfiniti, stavano ritornando per la via di casa. Stavano passando in mezzo a due casupole, quando videro alla loro destra un ben altro Tesoro: un enorme secchio, anzi, dieci secchi, di more appena colte nel bosco da agili mani elfiche! Si avvicinarono senza timore, quando dal nulla sbuco` una frotta di Orchi: un’imboscata!
La fuga era precipitosa, ma il nemico non era abbastanza forte, cosi`, dopo una lunga corsa, il pericolo fu dichiarato finito, e ci si pote` finalmente avviare alla meta sicura.
Il felice pasteggiare e i racconti e le fiabe narrate quel pomeriggio non puo` essere descritto. Anche i divertimenti che seguirono ormai sono mito. Prima le carte magiche che cambiano colore e mano, poi il Gioco degli Incantesimi, nel quale bisogna spiegare agli altri una formula magica senza nominare nessuno degli ingredienti. Gli strilli arrivavano fino alla valle, dove le orecchie dei comuni mortali credevano di sentire lo stridore del vento, o il verso di qualche uccello nel cielo.
Cosi`, alla fine, giunse il momento degli addii. L’Ombromanto rosso era sellato per quattro, caricarono le loro carabattole, e mestamente si avviarono, assieme al sole tramontante, ad Ovest… ma torneranno ancora a Rithgard, dove Agonia aspetta trepidante altro cibo magico… (se non e` un autoinvito questo, nn so che altro possa essere) ![]()



Verrà il tempo in cui ritorneremo a Rithgard.. nuove lame saranno forgiate, scudi saranno frantumati, asce saranno affilate e rossa la notte prima dell’albaaaaa… birra di malto, grandi falò, carne stagionata con l’osso…
Agonìa trema.. ecco là vedo la l’Irstara, ecco là vedo Palantir, ecco là vedo tutti i miei amici molesti, nelle sale del Valhalla dove l’impavida (cioè io) vivrà per sempre!!!
Vi voglio beeeeneee mmmagici!!