Barcellona 2 la vendetta II


La giornata della partenza è sempre una scocciatura. In primis per il dilemma del: quando mettere le ciabatte in valigia. Se lo fai troppo presto, poi ti tocca andare in giro per casa con le scarpe. Ma se lo fai all’ultimo momento, sei sicuro che le lasci in un angolo a fare muffa, invece che in valigia. In ogni caso, questa volta è andata bene…
Valigia sottopeso di 1 kg, ovvero l’errore ammesso della bilancia da bagno marcata “tu-pensi-a-tutto”. Si spera nella bontà di Ryanair per quanto riguarda il peso dei bagagli a mano…

La 500 rossa a palla in Valsugana, io, Marte, e mia mamma, che subisce, in ordine di fastidio arrecato, il caldo, Marte che si lamenta per la mia musica, e la musica suddetta.

Aeroporto di Treviso. Aeroporto? Non so se chi ha inventato questa parola sarebbe felice di vederla usata in questo contesto, ma comunque passi. Controllo passaporti. seguito da scena di Shrek 2: quano parte l’aereo? quando parte l’aereo? Si, Marte, parte, aspetta un attimo.

Dopo la traversata e il viaggio in pullman, si arriva a Barcellona, ovviamente noi aspettiamo da una parte della stazione, le fanciulle dall’altra.
Metro. Appartamento. Mezza festa di compleanno di coinquilino. Facciamo l’alba.

Venerdì trascorre tranquillo tranquillo, tra Marte che dorme mentre io me ne vado in spiaggia, panini al pomodoro e salsiccia, cattedrali gotiche, danzatori di tango argentino in piazza, una folla di turisti (italiani schiamazzanti: 60%, americani 30%. altre nazionalità: il restante), le fotografie di noi riflessi sul soffitto del Maremagnum e l’insalata del McDonald’s. La notte invece, dopo un po’ di indecisione iniziale (un po’??), ci porta in una specie di infernetto, speziato con tequila, musica metal, una luce rossa accecante, e io, che praticamente mi addormento sullo sgabello del bancone. Segue interessantissima conferenza, “Il Cinema di Kubrik nei Secoli”, tenuta dal Professor Marte l’Esimio, e dalle due discepole, Elena Meccanica e Linda Metal Jacket. Mi commuovo, tanto che mi metto a piangere di gioia. Ed è l’alba.

E fu sera e fu mattina. Terzo giorno. Marte dorme. Peripezie sul Montjuic (con annessa scarpinata trentachilometrisforzo), stadio olimpico, microscopio gigante (con foto ad effetto, del suddetto microscopio piantato in testa a Marte), funicolare presa per un pelo nel verso sbagliato, TURISTI ITALIANI!! (anzi, turiste. cercavano di comunicare la loro gioia di vivere ai propri genitori, facendo sentire la propria voce oltre mare. usare il telefono, no?), altro giro in funicolare, shopping in centro (sbav!) e insalata da MacDonald’s (ovviamente).
Sabato sera. Concertino metal in piazza, tanto per contrastare quello che viene dopo. Poi un locale enorme, un capannone, luce verde e blu sulle pareti, panche di legno e tavoli stile pic-nic, decorazioni assurde, compreso aereo sospeso con muso a forma di squalo. Centinaia, anzi, MIGLIAIA di persone. Alcool a fiumi. Seguono tre quarti d’ora di fila davanti al paradiso e il paradiso stesso. Marte naturalmente preferisce ben altro e diserta. E fu l’alba. Ci trasciniamo a casa di Gesù e ci restiamo.

Domenica! Marte? Ma dorme, no? Ele anche. Linda pure. Io chiacchiero con Gesù tutto il pomeriggio (un altro poverello che merita una statua :P ) finché non riusciamo a riunirci tutti quanti nell’appartamento giusto, fare un allegro giretto senza meta per l’Eixample e andare a dormire. NO, niente alba, grazie!

E si arriva a lunedì, il lunedì della partenza. La mattina manca il latte e il pane. Visto che Marte dorme, mi trascino fino alla Diagonal per acquistare i due generi suddetti, dimenticando il latte (beh, il 50% è una buona media, no?) ma comprando succhi di frutta in compenso. Poi mangiamo la colazione tutti quanti ed arriviamo alla stazione delle corriere con ben DUE minuti di anticipo. Corriera piena. Dov’è che volete andare, voi? Chiede l’autista. Ehm… Girona, volo, perdiamo l’aereo… Marte finisce accanto ad un grassone taciturno. Io ho la peggio: turista italiana in modalità “ASCOLTATE IL RESOCONTO DI TUTTI I MIEI VIAGGI!!!”. A Girona, scherzi del sistema informativo, che dirama un falso “ultimo avviso” per il nostro volo, un’ora prima dell’apertura del gate, facendolo seguire immediatamente dalla dicitura “gate chiuso” sui tabelloni. Risultato: pollo e patatine offerti da Marte rimasti sul tavolo del bar, noi che corriamo come i forsennati, e al gate ci dicono che è un errore…

Così finisce l’avventura di Barcellona… la prossima? hehe… state a vedere…

What? Do you want this in english? HAHAHAHAHA!

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