Una spremuta di cervello…


Camminate per strada, e incrociate una persona. Ecco un test per misurare i vostri livelli di “cervello in pappa”.

Livello 1. Vi pare vagamente che conoscete il passante, ma quello vi ignora. Non preoccupatevi, ancora. La malattia potrebbe non degenerare mai agli stati successivi…

Livello 2. La persona che incrociate vi saluta, senza fermarsi. Oh-oh… Avete due possibilita`. Se i riflessi lo consentono, potete salutare di rimando, con un gran sorriso, e fingendo che sapete perfettamente di chi si tratta. Per poi rimuginare qualche ora sull’identita` dell’alieno, e scoprire che effettivamente e` l’individuo che vende i formaggi al supermercato sotto casa. Se invece i riflessi fanno cilecca, cercate almeno di nascondere il vostro disappunto… Se dopo qualche giorno i vostri arrugginiti processi mentali riusciranno finalmente ad individuare Mister X, accendete un cero di ringraziamento.

Livello 3. Vi fermano per strada ed attaccano bottone, dimostrando una stupefacente conoscenza della vostra vita, dei particolari della vostra esistenza, sulla famiglia, casa, lavoro, scuola, tempo libero.
Livello 3a. Sorridete al perfetto sconosciuto, e cercate un terreno neutro di conversazione, sperando che il malcapitato levi le tende prima di accorgersi che state menando colpi alla cieca, e facendo intanto lavorare freneticamente le cellule grigie alla ricerca del tassello mancante che ricomporra` il vostro universo in frantumi. Generalmente dopo qualche battuta potete avere una vaga idea dove cercare.

Livello 3b. Fate gli occhiacci all’individuo, e, in ordine di gravita`, gli dite “e tu chi saresti?”, o lo ignorate bellamente.

Complimenti, in questo caso avete raggiunto il Karma del Palantir. Ma aspettatevi, tra un giorno, qualche settimana o qualche mese, di ricevere qualche simpatica randellata, quando finalmente rivedrete la persona nel suo ambiente naturale, e vi verra` appioppato un aggettivo che puo` variare dallo svanito al cafone…

L’eccezione che conferma la regola. Vi ferma una signora sulla cinquantina, ed espelle un fiume di parole. “Ciaaaaao, coooome va? E la mamma? Tutto bene, vero? Anche noi, sai, siamo andati al mare per due settimane, oooh, dovete venire a vedere le diapositive, sii! E come sta zia Rosa?” A quel punto, sapendo che sarete anche polli, ma non fino al punto di dare per scontata l’esistenza di una Zia Rosa che non avete mai sentito nominare prima, con molto tatto dite alla sconosciuta che FORSE voi non siete chi lei crede…

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