Scelte
Era un locale esagonale, che ricordava molto da vicino una cella di un enorme favo di api. Una parete sì e una no aveva una porta, le altre tre erano dipinte con immagini quanto mai singolari, paesaggi e creature favolose, che potevano essere per metà piante e per metà animali. Entrando da una delle porte, Bastiano si era trovato ad avere le altre due una a destra, e l’altra a sinistra. La forma delle porte era identica, solo, quella di sinistra era nera, e quelle di destra bianca. Bastiano si decise per quella bianca.
Nella stanza seguente regnava una luce gallastra. Le pareti e le porte erano disposte nel medesimo ordine della stanza precedente. Qui le immagini sulle pareti rappresentavano invece ogni sorta di oggetti misteriosi, che Bastiano non riusciva ad identificare. Erano utensili, oppure armi? Le due porte a destra, e a sinistra, che portavano oltre, erano anch’esse gialle, ma la sinistra era alta e stretta, la destra, al contrario, bassa e larga. Bastiano prese quella di sinistra.
[...]
Bastiano era già passato per un’infinità di porte e di stanze esagonali. Ogni decisione che prendeva lo conduceva a prendere la successiva, che a sua volta portava con sé un’altra decisione. Ma tutte queste decisioni non mutavano il fatto che egli si trovava sempre nel Tempio delle Mille Porte, e anche che ci sarebbe rimasto. Mentre proseguiva così, da una porta all’altra, cominciò a riflettere sul suo modo di agire. Il suo desiderio era infatti bastato a condurlo nel labirinto, ma evidentemente non era sufficiente a fargli trovare anche la strada per uscirne. Aveva desiderato di trovarsi in compagnia, ma solo ora si rendeva conto che il suo desiderio era vago; in realtà non aveva desiderato nulla di preciso. E questo non lo aiutava nella scelta delle porte. Fino ad allora aveva fatto le sue scelte senza un preciso criterio e ogni volta la sua scelta avrebbe potuto benissimo essere anche l’altra. Ma affidandosi al caso non sarebbe mai riuscito a venire fuori di lì.
Ora stava giusto in una stanza illuminata da una luce verdastra. Tre delle sei pareti portavano dipinte delle nuvole. La porta a sinistra era di candida marteperla, quella di destra di ebano nerissimo…
(Michael Ende, La Storia Infinita, Longanesi, 2006, pp. 238-240)



Credevo che fosse un assaggio della tua ambientazione! Ho detto, bravo però sto Pallantir! In ogni caso buone scelte!